Presentare in modo sintetico, preciso e convincente il proprio progetto, più o meno strutturato, è fondamentale per emergere e attirare l’interesse degli investitori, privati o istituzionali, che d’altra parte sono continuamente sollecitati da decine di proposte ogni giorno. Ecco le istruzioni per la compilazione dei campi necessari per accreditare un progetto su SiamoSoci.

 

A) Profilo

La scheda anagrafica della startup.

 

B) Panoramica

Descrizione

È fondamentale fare capire alle persone che arrivano sulla pagina della startup in cosa è impegnato il team e l’ambito in cui opera.

In questa sezione bisogna usare termini specifici pur restando sintetici: può bastare una cartella di testo per raccontare gli elementi principali e in particolare i punti di forza, in termini di funzionalità e utilizzo.

Non vanno utilizzate vaghe terminologie di marketing, lunghi preamboli o digressioni storiche sull’evoluzione di un mercato. L’obiettivo è scrivere solo che cosa fa il prodotto o servizio.

 

Ecco un esempio negativo:

“La suite modulare XYZ offre l’opportunità per dialogare meglio, fidelizzare e soddisfare i propri clienti, offrendo servizi di qualità. Un nuovo modo di interpretare il rapporto tra professionista e cliente nell’ottica di aumentare la qualità dei propri servizi in un contesto innovativo, con la garanzia di distinguersi nel proprio approccio operativo.”

È un cattivo esempio perché suona altisonante ma non spiega affatto né il settore, né quale sia la vera attività dell’azienda.

 

Ecco un buon esempio:

“Wanderio è una web startup nata con l’intento di semplificare l’esperienza di pianificazione del viaggio, fornendo all’utente la possibilità di prenotare, su un unico portale, ogni singola tratta dell’itinerario: dalla porta di casa fino alla destinazione finale.”

Chi legge il secondo ha sicuramente compreso che cosa fa l’azienda; ora è necessario spiegare operativamente a che punto è.

  • Si tratta solo di una “business idea”?
  • Sono disponibili delle metriche a riguardo?
  • Esistono già utenti o clienti paganti?
  • Sono stati depositati uno o più brevetti?
  • Qual è lo stadio di realizzazione del prototipo, sito, app?

 

Tecnologie e brevetti

Se la startup detiene un brevetto, è il momento di dichiararlo, indicando in quale Paesi è tutelata. Discorso analogo per le tecnologie che il team ha già reso operative e con quale licenza d’uso; sopratutto se genera ricavi per la startup.

 

Business Model

Il modello di business fornisce le linee guida con cui l’impresa converte la propria offerta di prodotto/servizio in valore (profitto), in termini di:

  • formula (canone di servizio, vendita del prodotto, attributo freemium, commissioni sulla vendita tra x e y % sul prezzo del prodotto, margine tra x e y % sul prezzo di vendita),
  • pricing (euro/unità, euro/mese, euro/anno, commissione %, altro),
  • chi paga per acquisire il prodotto / servizio e chi usufruisce del servizio (se questo è diverso dal clienti che effettivamente effettua l’esborso economico, ad es. B2B2C).

Quello di Pathflow è un buon esempio:

“Il prodotto è offerto con un abbonamento mensile con un contratto minimo di un anno per ogni negozio coperto. Il quale copre l’hardware installato in negozio in comodato d’uso, il software di analisi, il supporto software e la manutenzione hardware.

Il cliente è incentivato ad installare il prodotto sul numero maggiore possibile di store per avere un controllo in real time dell’intera catena.

Il pricing è variabile a seconda del numero di store su cui il cliente intende installare il sistema, dalla grandezza (mq) del negozio e dalla loro complessità arichitetturale.”

 

Mercato, target e competitor

  1. Spiegare perché il business della startup è attrattivo fornendo i macro-numeri di mercato.

    Primo punto da prendere in considerazione è la descrizione del cosiddetto “target market”: è importante inquadrare il mercato di riferimento (es. automotive, food, transportation) dando delle indicazioni delle dimensioni (a seconda del mercato target si inseriranno dei dati sulla domanda a livello nazionale, europeo, globale) e sul giro d’affari. Bisogna spiegare quale spazio s’intende occupare in questo mercato, citando fonti attendibili.

  2. Secondo punto da prendere in considerazione è rappresentato dai “customers”, ovvero i segmenti di clientela di riferimento. Citare eventuali partnership consolidate, specificandone la natura e il ruolo all’interno del tuo progetto, aggiunge notevole valore ad esso.

    In sintesi: vanno identificati i clienti target chiarendo quale posizione occupano nella filiera (sono consumatori, sono fornitori di servizi, se si tratta di un’offerta B2C, B2B, B2B2C, in coerenza con il Business Model).

    È importante che la valutazione del mercato e della domanda potenziale sia equilibrata, basata su dati reali e soprattutto che i numeri siano coerenti con il business model della startup. Anche in questo caso, citare le fonti può essere utile per rendere attendibili i dati inseriti.

  3. I “competitor": è importante conoscerne le metriche di riferimento, i punti di forza e di debolezza, e ovviamente cosa distingue la propria startup dalle altre nel modello di business o nelle caratteristiche del prodotto/servizio.

     

    Ecco un esempio:

    “[i nostri competitor] hanno una offerta più semplificata di Risparmio Super, tipicamente non confrontano i prezzi per lista della spesa, e non permettono la ricerca per prodotto o per marca ma semplicemente consentono di sfogliare la versione elettronica del volantino in pdf con conseguenti limiti nelle funzionalità di ricerca / comparazione offerte agli utenti, e non offrono servizi B2B”.

 

Customer e traction

Qui è possibile spiegare perché e in che modo la startup può avere successo oggi, senza tralasciare i problemi e le necessità che incontra. Sulla base dei dati di mercato elencati nella sezione “Market description” bisogna spiegare come la capacità di spesa dei clienti possa essere orientata verso il prodotto o servizio.

Fissare le milestones può facilitare. Esempio: 1. Prototipazione: attività realizzata, 2. Beta test: attività realizzata, 3. attività di marketing e comunicazione attraverso ….: attività da realizzare durata: 6 mesi, 4. set up di una rete commerciale e raggiungimento dei primi 1000 clienti: attività in realizzazione durata 3 mesi, n. ecc.) indicandone la fase in cui è prevista la realizzazione, i tempi e le modalità.

 

C) Pitch

Un breve video, un’infografica e una presentazione possono essere strumenti agili per gli investitori meno preparati sul segmento della startup.

Anche in questo caso sintesi, chiarezza e precisione sono le armi vincenti.

 

D) Team

Uno degli aspetti più importanti di una startup (se non il più importante) è dato dalle risorse umane. Un buon team spesso può far funzionare un’idea non brillante; mentre un pessimo team potrebbe fallire anche con un’idea sulla carta promettente.

In questa sezione è possibile elencare le persone e i ruoli all’interno del progetto.

 

E) Documenti

Tra i membri della community di SiamoSoci potrebbero essere presenti degli esperti nel settore di riferimento della startup, per loro potrebbe essere utile allegare documenti che approfondiscono il progetto: Business Plan e Financial plan, dati sul team, analisi di mercato, prototipi, etc.


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